Neuromarketing

La Comunicazione Persuasiva – Il Neuromarketing 3

Il Neuromarketing non è una moda, già nel XX° secolo le neuroscienze si occupavano di studiare il nostro cervello. Nel 2000 gli studi effettuati sono stati applicati all’ambito pubblicitario.

Nel 2002 un ricercatore olandese Ale Smidts coniò il termine Neuromarketing, le sue ricerche presso il dipartimento di Gestione del Marketing di Rotterdam gli hanno permesso di esplorare nuove tecniche per la comprensione degli stimoli cerebrali dei clienti che ricevevano messaggi specifici.

Partendo dalle basi dobbiamo farci delle domande, ossia: Possiamo vivere senza emozioni? O è solo la ragione che guida il nostro essere, il nostro vivere ed operare nel mondo?

Antonio Rosa Damasio, neuroscienziato e psicologo Portoghese ha negato la concezione Cartesiana del dualismo mente-corpo, concludendo che: “La ragione non può funzionare correttamente senza le Emozioni” e sottolineando una frase che riporta allo stato emozionale il cervello: Non siamo macchine pensanti ma macchine emotive che pensano.

Si potrebbe dire che le emozioni sono la parte più razionale del nostro cervello.

Il Neuromarketing permette l’individuazione dei canali più adatti al realizzare il processo di comunicazione tramite metodologie legate alle neuroscienze.

Il Neuromarketing è una disciplina che fonde i principi del marketing con gli aspetti provenienti dalla medicina (neurologia) dalle scienze comportamentali (psicologia) e dalle tecniche di vendita applicate alla interpretazione linguistica e visiva di indirizzo semiotico.

In fondo lo studio approfondito del Neuromarketing ha il preciso obbiettivo di far leva sugli aspetti psicologici del target di riferimento per indurlo all’azione\acquisto.

David Ogilvy, padre della pubblicità moderna, sosteneva questo principio assoluto: Se cerchi di persuadere una persona o un target preciso a fare un’azione o acquistare qualcosa, devi assolutamente usare il suo linguaggio ed il linguaggio con cui pensa, forse dovresti usare il suo cervello.

Cercate di essere “dentro al vostro cliente”, pensare come pensa lui, pensare di essere lui, create un messaggio emozionale ed avrete la sua attenzione.